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Introduzione

Il sistema masticatorio, un complesso insieme di strutture che ci consente di svolgere funzioni vitali quali masticare, parlare e deglutire, è costituito da ossa, articolazioni, legamenti, denti e muscoli.

Questo articolo si focalizzerà sull’anatomia dell’articolazione temporomandibolare (ATM), un elemento essenziale di questo sistema. L’ATM, infatti, è l’articolazione che connette la mandibola all’osso temporale del cranio, permettendo i movimenti necessari per le attività sopra citate.

Mascella

Quando un bambino è ancora in fase di sviluppo, ha due ossa mascellari separate. Queste ossa, crescendo, si uniscono in una sola, formando la mascella che conosciamo. La mascella è una parte importante del viso:

  • Forma il pavimento del naso e degli occhi.
  • Costituisce il palato, cioè la parte superiore interna della bocca.
  • Supporta i denti superiori.

I denti della mascella sono saldamente “ancorati” al cranio, quindi non si muovono. Per questo motivo, vengono considerati la parte fissa del sistema masticatorio, cioè l’insieme di strutture che ci permettono di masticare.

Mandibola

La mandibola è a forma di U, sostiene i denti inferiori e costituisce la parte inferiore dello scheletro facciale. A differenza della mascella, non è collegata direttamente al cranio tramite ossa. È “appesa” sotto la mascella grazie a muscoli, legamenti e altri tessuti molli, che le permettono di muoversi insieme alla mascella per masticare.

La parte superiore della mandibola, a forma di arco, è composta dal processo alveolare (dove si trovano i denti) e dai denti stessi. Il corpo della mandibola si estende inferiormente formando l’angolo mandibolare, e superiormente formando il ramo ascendente. Questo ramo si divide in due parti: il processo coronoideo (anteriore) e il condilo (posteriore).

Articolazione temporomandibolare

Il condilo si articola con la fossa glenoidea dell’osso temporale. Tra i due capi ossei, si trova interposto un disco di fibrocartilagine. Durante il movimento, il disco è alquanto flessibile e può adattarsi alle esigenze funzionali delle superfici articolari. Tuttavia, flessibilità e adattabilità non implicano che la morfologia del disco venga alterata in modo reversibile durante la funzione. Il disco mantiene la sua morfologia a meno che non si verifichino forze distruttive o cambiamenti strutturali nell’articolazione. Se questi cambiamenti si verificano, la morfologia del disco può essere alterata irreversibilmente, producendo cambiamenti biomeccanici durante la funzione.

L’articolazione temporomandibolare permette sia movimenti di “cerniera” (come aprire e chiudere la bocca), sia movimenti di “scivolamento” (come muovere la mandibola lateralmente).

Muscoli che agiscono a livello dell’articolazione temporomandibolare

I quattro muscoli principali della masticazione sono massetere, temporale, pterigoideo mediale e pterigoideo laterale. Anche i digastrici, pur non essendo considerati muscoli masticatori, hanno un ruolo importante.

Massetere

Il massetere è un muscolo masticatorio potente che chiude la mandibola. Ha due parti: una più esterna e una più interna. La sua azione principale è quella di chiudere la bocca, ma aiuta anche a spingere la mandibola in avanti e a stabilizzarsi durante la masticazione.

Temporale

Il temporale è un ampio muscolo a forma di ventaglio che origina dalla fossa temporale e si inserisce sul processo coronoideo della mandibola. Ha tre porzioni con fibre diverse: anteriore (verticali), media (oblique) e posteriore (quasi orizzontali). La sua contrazione eleva la mandibola, chiudendo la bocca. Le diverse porzioni permettono anche movimenti più specifici: la porzione anteriore alza la mandibola, quella media la alza e la retrae, mentre la funzione di quella posteriore è discussa, ma probabilmente contribuisce all’elevazione con una leggera retrazione. Grazie a questa varietà di angolazioni, il temporale è fondamentale per il controllo dei movimenti di chiusura della mandibola.

Pterigoideo mediale 

Lo pterigoideo mediale (interno) origina dalla fossa pterigoidea e si inserisce sulla superficie interna dell’angolo mandibolare e, insieme al massetere, forma una sorta di “imbracatura” muscolare che sostiene la mandibola. La sua contrazione eleva la mandibola, chiudendo la bocca, e contribuisce anche alla protrusione. La contrazione unilaterale causa un movimento di lateralità (mediotrusione) della mandibola.

Pterigoideo laterale

Lo pterigoideo laterale inferiore origina dalla superficie esterna della lamina pterigoidea laterale e si inserisce sul collo del condilo. La contrazione bilaterale dello pterigoideo laterale spinge la mandibola in avanti (protrusione). La contrazione di un solo lato muove la mandibola lateralmente (mediotrusione). Insieme ai muscoli che abbassano la mandibola, ne permette l’apertura e lo scivolamento in avanti del condilo.

Pterigoideo laterale

Il pterigoideo laterale superiore, più piccolo del suo “collega” inferiore, origina dall’ala dello sfenoide e si inserisce sulla capsula articolare, sul disco e sul collo del condilo. L’attaccamento al disco è dibattuto, ma la maggior parte degli studi lo conferma, seppur con una percentuale minore di fibre rispetto all’attaccamento al condilo. A differenza del pterigoideo laterale inferiore, attivo durante l’apertura, il superiore si attiva solo durante la chiusura, soprattutto nella fase di “potenza” (masticazione, serramento dei denti).

Ritratto in bianco e nero di una giovane donna con capelli lunghi e maglione grigio.

Francesca Andriani

Dott.ssa Fisioterapista

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